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SCRIVERE, perché? Soprattutto poesia
Ricercate la ragione che vi chiama a scrivere; esaminate se essa estenda le sue radici nel più profondo luogo del vostro cuore, confessatevi se sareste costretto a morire, quando vi si negasse di scrivere – scrive Rainer Maria Rilke
Riprendo a scrivere su questo blog dopo molto tempo di silenzio. La scrittura, in verità, non è mai cessata, ma per un bisogno di raccoglimento, era tornata sulla carta, spinta dal vigore della penna.
Inchiostro su carta. Manoscritto.
Ora invece può tornare a manifestarsi e comincerò proprio da una riflessione sul senso della scrittura, in particolare dello scrivere versi.
In questi giorni si è fatto più forte il bisogno di versificare. Sentivo una spinta creativa.
La poesia crea; chi scrive è solo uno strumento, una sorta di profeta o messaggero. Questa è la parte mistica della scrittura poetica. L’esigenza non è quella di espellere delle parole dal proprio corpo, parole qualsiasi…No, il bisogno nasce da una ricerca (di cosa non è facile capire) che muove verso una purezza, una cristallina forma in cui le parole sono ridotte all’osso, all’essenziale, alla nudità.
Sì, forse è proprio la nudità l’oggetto della ricerca, intesa come semplicità, ciò che è, e non può essere niente di altro.
Tutti gli orpelli cadono, le aggiunte superflue si ritirano
né vento / né acqua dispersa / né passo incerto / che possa / far tracimare il vaso
Leggete Rilke, Robert Walser, Cristina Campo e i mistici spagnoli del Seicento. Troverete la chiave dell’essenzialità.
Domeniche d’infanzia e paradisi ritrovati. Un pomeriggio di poesia in una residenza per anziani
UN PARADISO PER ICARO. Letture in una residenza speciale
Una domenica pomeriggio d’estate. Molto caldo. Poche persone sulle strade. Il timore che il bus sia in ritardo perciò inforco la bici e attraverso l’Arno sulle due ruote per andare in un bel quartiere periferico di Firenze, ricco di verde e di tante belle iniziative culturali.
Sono molto emozionata perché è la prima volta che leggo le mie poesie in una residenza per anziani. Qualcuno mi conosce già, ma la maggior parte delle persone sanno solo che leggerò loro delle poesie.
Mi accolgono Verusca e Alessio che sono gli organizzatori di questa importante iniziativa, ovvero quella di portare “per l’ora della merenda” non pasticcini, ma parole poetiche, parole che confortano, che fanno sognare, che rendono la vita forse un po’ migliore.
Le mie poesie arrivano alla fine di un anno di incontri e così penso che per me sia più facile: credo che il pubblico abbia ormai l’orecchio pronto alla materia letteraria.
Comincio a leggere titubante. Poi arrivano le domande. La conversazione diventa fluida e io mi sento perfettamente a mio agio: è il miracolo della “corrispondenza”, dell’ascolto che si rende attivo e reciproco. Forse è solo il miracolo della poesia.
Il tempo corre veloce. Qualcuno è un po’ stanco, altri, soprattutto le donne vorrebbero sapere qualche altra notizia, qualcosa che renda più sottile la distanza tra il loro mondo e quello del mio “Paradiso per Icaro”.
Ma il pomeriggio volge al termine. Sulla terrazza assolata, sotto i grandi ombrelloni, saluto questo pubblico davvero speciale che mi ha dato veramente molto: un tesoro che porterò sempre con me e che, forse, un giorno si trasformerà in poesia.
Per avere un resoconto più dettagliato dell’incontro, rimando a questo bell’articolo scitto da Verusca Costenaro sul meraviglioso pomeriggio trascorso alla RSA Il Giglio.
Domenica d’infanzie e paradisi ritrovati, assieme alla poesia di Chiara Rantini
LA POESIA SALVA I POETI E NON SOLO…
Nella giornata mondiale della Poesia, mi sembrava giusto lasciare un piccolo contributo per i lettori.
Solo qualche breve considerazione.
La giornata della poesia e l’inizio della primavera coincidono. Perché? Cosa hanno di simile?
Per molti popoli, l’equinozio di primavera corrisponde con l’inizio dell’anno civile e religioso.E non è un caso.
La primavera è un momento di rinascita in cui mettere a frutto le potenzialità dell’inverno.
Infatti, se la stagione invernale, con il suo caratteristico letargo, è da considerare come il tempo dell’attesa, quella primaverile segna il passaggio da un tempo di riflessione a un tempo di azione.
Non diversamente avviene nell’animo del poeta. La poesia infatti non è qualcosa che nasce di getto, uno sfogo momentaneo delle propria emotività. La poesia ha bisogno di un buon terreno arato, di cure e di concime: non nasce dal nulla ma ha un tempo di preparazione. Ecco allora che la primavera è il momento della “visibilità” della poesia, del suo affacciarsi più o meno compiutamente al mondo.
La primavera presuppone un inverno, la poesia richiede un preventivo silenzio.
Dove c’è una rinascita, c’è una nuova vita. Chiunque legga una poesia, per quanto triste o malinconica, sente rivivere dentro il proprio animo quelle parole o quelle determinate immagini evocate, scoprendo delle corrispondenze, degli afflati che contribuiscono ad aumentare o a risvegliare la percezione di sé come essere vivente facente parte di un meccanismo complesso ma, allo stesso tempo, armonico.
Chi legge poesia è un po’ poeta, in definitiva. La poesia ha bisogno del poeta e il poeta ha bisogno di chi ascolta la sua voce. Chi legge poesie ha bisogno dei poeti e così il mondo (anche quello fatto da persone che non leggono poesia) ha bisogno di una “primavera poetica” che circoli nell’aria, sospinta da un vento che non conosce confini o divisioni di nessun genere.
La poesia salva i poeti e non solo…
POESIA E VITA
La vita è respiro
dell’anima la parola;
vapore
che esce di bocca.
Nelle notti d’inverno
umida condensa,bagna, scivola
nei solchi
dell’interiorità.
Sanscrito atman
privo di confine
fuori, dentro
per contatto libero,
tra rovi di mano
e corolle
rivolte al cielo
(“Poesia e vita” da Un paradiso per Icaro, ed. Ensemble, Roma, 2018)
Poesia e vita
Poesia e vita è il componimento che apre la silloge di “Un paradiso per Icaro”. Costituisce l’incipit della prima delle tre sezioni, Partenze, in cui è diviso il libro. In essa è presente uno dei temi più importanti della silloge: il rapporto tra la vita e la poiesis intesa come atto creativo.
Poesia e vita
La vita è respiro
dell’anima la parola;
vapore
che esce di bocca.
Nelle notti d’inverno
umida condensa,
bagna, scivola
nei solchi
dell’interiorità.
Sanscrito atman
privo di confine
fuori, dentro
per contatto libero,
tra rovi di mano
e corolle
rivolte al cielo